Il circuito del Montenero

XV° CIRCUITO DEL MONTENERO
COPPA CIANO

   
Istituto luce

(4 Agosto 1935)

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Coppa del mare Montenero
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1935 - 4 agosto
Percorso: lunghezza 20,000 km
“XV Circuito del Montenero - Coppa Ciano” Formula libera oltre 1100 cmc (12 giri- 240 km)
1)NUVOLARI Tazio………………..(Alfa Romeo)…….2h 42’08”4/5 (88,808 km/h)
2)BRIVIO Antonio………………… (Alfa Romeo)…….2h 44’06”2/5
3)TROSSI Carlo Felice……………. (Alfa Romeo)……. 2h 48’23”1/5
4)DREYFUS René………………… (Alfa Romeo)……..2h 49’08”1/5
5)MAGISTRI Costantino…………. (Alfa Romeo)…….. 3h 00’03”
6)CHAMBOST…………………… (Bugatti)……………3h 09’30”
7)MINOZZI Giovanni…………….. (Alfa Romeo)………3h 16’29”
8)PICCOLO CUCINOTTA Letterio.(Maserati)…………. 3h 19’25”3/5
9)SOFFIETTI………………………(Maserati)………….. 3h 21’17”
Giro più veloce il 10° di Nuvolari Tazio in 13’15”4/5 a 90,474 km/h
Ritirati:Brooke René (Bugatti) al 1° giro; Crestini Pio (Bugatti) al 3° giro; Ruesch Hans (Maserati) al 5° giro; Barbieri Ferdinando (Maserati) al 5° giro; Cornaggia Medici Giovanni (Alfa Romeo) al 7° giro; Siena Eugenio (Maserati) all’8° giro; Pages Luigi (Alfa Romeo) al 9° giro.

Vetturette 1100 cmc (8 giri - 160 km)
1)TUFFANELLI Beppe…..(Maserati) …..1h 59’06”3/5 (80,597 km/h)
2)BIANCO Ettore……….. (Maserati)…….2h 00’52”4/5
3)VILLORESI Luigi…….. (Fiat)…………2h 11’06”3/5
4)FERRARA Albino…….. (Fiat)…………2h 15’35”3/5
Giro più veloce il 4° di Tuffanelli Beppe in 14’27”2/5 a 83,006 km/h
Ritirati: Ghersi Pietro (Maserati) al 3° giro; Cussini (Rocca) al 4° giro; Froy Dodley (MG) al 6° giro; Musso Luciano (Fiat) al 6° giro; Bergamini Moris (Maserati) al 6° giro; Tongue R.E. (MG) al 7° giro.
(Da: Maurizio Mazzoni: “Lampi sul Tirreno”, Firenze 2006)
 
  IX° COPPA CIANO MONTENERO - Livorno, 4 AUGUST 1935
12 laps x 20.1 km = 241.2 km, 18 starters.

The 9th Coppa Ciano was run the same day as the Comminges race. For the last time the race was held on the twisty, dangerous and inpopular Montenero track. This was a track where Nuvolari in the past years had shown his supremacy. In 1934 he had had to give up to Varzi's Alfa but in 1935 he was again in a class of his own taking the lead from Brivio and Siena (Maserati 6C-34) and holding it to the end and also making the fastest lap. At one time Tadini was up in the top three but the final order for the race was Nuvolari from Brivio, Trossi and Dreyfus, the highest placed non-Alfa Romeo finisher being Chambost (Maserati 8CM) in sixth place.

DNA: 4 Mablot (Bugatti), 26 Rocco (Maserati *2)

Grid:

(12) Rüesch Maserati 10 Brivio A.Romeo (8) Cucinotta Maserati (6)Cornaggia A.Romeo (2) Magistri A. Romeo

(20) Brooke Bugatti (18) Soffietti Maserati (16) Chambost Maserati (14) Minozzi Alfa Romeo

(32) Trossi Alfa Romeo (30) Barbieri Maserati (28) Dreyfus Alfa Romeo (24) Pages Alfa Romeo (22) Nuvolari Alfa Romeo

(36) Crestina Bugatti (34) Siena Maserati

Results:
1° Nuvolari (Alfa Romeo Tipo B 3.5L? *) 2.42.08.8
2° Brivio (Alfa Romeo Tipo B 3.2L *)+ 1.57.2
3° Trossi (Alfa Romeo Tipo B 3.2L *)+ 6.14.4
4° Dreyfus (Alfa Romeo Tipo B 3.2L *)+ 6.59.6
5° Magistri (Alfa Romeo Monza 2.6L)+ 17.54.2
6° Chambost (Maserati 8CM 3.0L)+ 26.27.2
7° Minozzi (Alfa Romeo Monza 2.3L)+ 34.20.2
8° Cucinotta (Maserati 26M 2.5L)+ 37.16.8
9° Soffietti (Maserati 8CM 3.0L)+ 39.38.2
DNF Siena (Maserati 6C-34 3.7L *2) 9 laps crash
DNF Pages (Alfa Romeo Monza 2.3L) 9 laps
DNF Cornaggia (Alfa Romeo Monza 2.3L) 7 laps
DNF Rüesch (Maserati 8CM 3.0L) 5 laps gearbox
DNF F Barbieri (Maserati 8CM 3.0L *3) 5 laps engine
DNF Crestina (Bugatti T51) 3 laps crash
DNF Brooke (Bugatti T51) 1 lap mechanical

Fastest lap: Nuvolari (Alfa Romeo) 13:15.8

* Entered by Scuderia Ferrari
*2 Entered by Scuderia Subalpina
*3 Entered by Scuderia Villapadierna


TAZIO NUVOLARI Vita, velocità, passione (Seconda parte)
(di Gianni Cancellieri)

La “pace” con Ferrari Verso la fine del 1934 Nuvolari è in trattative per passare alla Auto Union. Non è un mistero che i dirigenti della Casa tedesca, in settembre, gli hanno fatto provare la loro 16 cilindri Tipo A a motore posteriore in un paio di occasioni: durante le prove del G.P. di Spagna, sul circuito Lasarte di San Sebastiano, e in quelle del Circuito Masaryk, a Brno. Ma qualcuno fra i piloti della Casa dei quattro anelli (Stuck?) si oppone all’ingaggio di Tazio e il “fidanzamento” è rotto, le “nozze” rinviate. La Auto Union assume Achille Varzi. Il “mantovano volante” fa la pace con Enzo Ferrari e nel 1935 torna a difendere i colori della Scuderia. Vince subito a Pau, con l'Alfa Romeo Tipo B detta P3, indi a Bergamo, a Biella e a Torino con una versione della P3 potenziata e modificata dalla stessa Scuderia Ferrari.
La vittoria “impossibile” al G.P. di Germania. Ma l’impresa più grande la compie nel G.P. di Germania. È al volante della P3 (3167 cm cubi, compressore, 265 CV), obsoleta e, sulla carta, nettamente inferiore alle nove vetture dei due formidabili squadroni di casa: la Mercedes-Benz schiera cinque W25 (3990 cm cubi, 8 cilindri, compressore, 430 CV) e la Auto Union quattro Tipo B (4950 cm cubi, 16 cilindri, compressore, 375 CV). Eppure Tazio mette tutti k.o., firmando quella che è ritenuta la più clamorosa e simbolica delle “vittorie impossibili”.
Il record sulla Firenze-Mare. Il bilancio del 1935 annovera altre tre affermazioni: Coppa Ciano, G.P. di Nizza, Circuito di Modena nonché due primati internazionali di velocità, sul chilometro e sul miglio con partenza lanciata. Nuvolari li stabilisce il 15 giugno sull’autostrada Firenze-Mare, facendo registrare rispettivamente 321,428 e 323,125 km/h, con una punta di 336,252. La macchina è l’Alfa Romeo Bimotore: monta due propulsori sovralimentati (gli 8 cilindri della P3, uno anteriormente, uno posteriormente) di 3165 cm cubi ciascuno, con una cilindrata totale di 6330 cm cubici e una potenza massima di 540 CV (270 x 2). Nel G.P. d’Italia Nuvolari tiene a battesimo la nuova monoposto dell’Alfa, la 8C-35, che porta alla vittoria nel successivo Circuito di Modena.
La coppa Vanderbilt. Un brutto incidente nelle prove del G.P. di Tripoli sembra compromettere il 1936 di Nuvolari. Ma ancora una volta la sua ripresa è fulminante: pieno di ammaccature e con la sospetta incrinatura di un paio di vertebre, scende in pista, soffre penosamente ma arriva al traguardo (ottavo). Meno di un mese dopo, il 7 giugno, batte ancora i tedeschi a Barcellona; il 21 replica a Budapest; il 28 vince di nuovo, a Milano, dove l'avversario numero uno è Achille Varzi con la Auto Union. La serie continua con altre due affermazioni (Coppa Ciano e Circuito di Modena) e si conclude con la consacrazione in terra d’America: una vittoria facile ma di enorme risonanza nella Coppa Vanderbilt, a New York. Le Alfa Romeo sulle quali si alterna nell’anno sono due: la 8C-35 e la 12C-36.
1937, l'annata-no. Annata-no, il 1937. Per tutti, ad eccezione dei tedeschi, che spadroneggiano ormai incontenibili. Nuvolari è colpito da un grave lutto, la morte del figlio primogenito, Giorgio, diciannovenne, avvenuta per malattia il 27 giugno. Tazio riceve la notizia a bordo del “Normandia”, mentre sta attraversando l’Atlantico per tornare a disputare la Coppa Vanderbilt. Il grande successo dell’autunno precedente sembra lontano anni luce. L’Alfa di Nuvolari prende fuoco ed egli si salva lanciandosi in corsa dall'abitacolo. Il resto della stagione registra un altro incidente (nelle prove del Circuito di Torino), poche corse (9 in tutto) e una sola vittoria, nel G.P. di Milano. I 370 CV della 12C-36 sono davvero poca cosa contro i 520 della 6 litri 16 cilindri Auto Union Tipo C e meno ancora contro i 646 CV della 5.6 litri 8 cilindri Mercedes-Benz W125.
L’Auto Union e il trionfo di Monza. La massima formula di corsa cambia con il 1938 (limite di cilindrata 3000 cm3 per i motori sovralimentati, 4500 per gli aspirati) ma non cambia affatto l'ordine dei valori in campo. L’Alfa Romeo mette in pista la nuova 308 (2991 cm cubi, 8 cilindri, compressore, 295 CV, 260 km/h), ma la Auto Union risponde con la Tipo D (2985 cm cubi, 12 cilindri, compressore, 485 CV, 330 km/h) e la Mercedes-Benz con la W154 (2962 cm cubi, 12 cilindri, compressore, 468 CV, 300 km/h). Nuvolari prova l’Alfa a Pau, la vettura si incendia ed egli si salva lanciandosi ancora una volta dall'abitacolo. Un momento terrificante, ferite, ustioni. In ospedale Tazio medita a lungo, poi annuncia il suo ritiro dalle corse, che peraltro non avviene. Fa un viaggio negli Stati Uniti, prova a Indianapolis senza soddisfazione un paio di mediocri monoposto. Torna in Europa e viene contattato dalla Auto Union, che da tempo sta cercando invano un pilota che sostituisca il suo giovane asso, Bernd Rosemeyer, uccisosi il 28 gennaio di quell'anno durante un tentativo di primato sull'autostrada Francoforte-Darmstadt. Tazio firma e torna in pista. Tre gare per familiarizzare con la diversa guida imposta dal motore posteriore della Tipo D, indi Tazio torna trionfalmente alla vittoria, nel G.P. d’Italia a Monza. E si ripete poche settimane più tardi a Donington, mandando in visibilio gli spettatori inglesi. Durante le prove subisce un incidente curioso ma fortunatamente solo spettacolare. Un cervo sbuca all'improvviso dal bosco e tenta di attraversare la pista. Nuvolari arriva a circa 130 all'ora e non può schivare l’animale ma riesce a mantenere il controllo della monoposto, evitando di centrare il parapetto di un ponte. La testa del cervo gli sarà regalata ed egli ne farà un trofeo, appendendola imbalsamata sulla porta d’ingresso del suo studio.
La guerra e l’ultima corsa dell'Auto Union. Qualche piazzamento e qualche ritiro, sempre al volante della Auto Union Tipo D, costellano il 1939. Ma c'è anche una vittoria, nel G.P. di Iugoslavia, a Belgrado. È il 3 settembre: la seconda guerra mondiale è scoppiata da due giorni. Per la Auto Union è l’ultima affermazione e anche l’ultima corsa. Tazio, invece, ritenterà ancora.
Muore il secondo figlio. Riappare in scena nel 1946. È invecchiato e stanco. I gas di scarico delle vetture gli dànno un forte senso di nausea. Ma a piegarlo in due è la morte, pure per malattia, del secondo figlio, Alberto, appena diciottenne, l'11 aprile. Un mese dopo, Tazio è comunque in pista, a Marsiglia, dove per mezz'ora dà spettacolo: purtroppo rompe il motore della sua Maserati e non supera la batteria ma lascia la sua zampata segnando il giro più veloce. Si aggrappa alle corse per sopravvivere, anche se molti pensano che cerchi invece, come antidoto alla disperazione, una soluzione non meno disperata.
“Senza volante”. Non vince più come un tempo ma è ancora lui a “fare notizia”, più di ogni altro. Il 3 settembre, a Torino, disputa la Coppa Brezzi. Al primo giro è al comando. Al secondo transita sul rettilineo del traguardo agitando il volante della Cisitalia che gli è rimasto in mano. Ma non abbandona, guida per un altro giro con i monconi della staffa alla quale il volante era fissato, poi si ferma al box e lo fa sostituire, riparte, torna a fermarsi per altri guasti, parte di nuovo con il cofano scoperchiato e arriva tredicesimo. L'episodio eccita l'immaginazione di tutti e finirà difilato in qualche profilo biografico un po' più naïf degli altri, in cui si leggerà che Nuvolari era il campione che “vinceva anche senza volante”.
Le ultime vittorie. A fine stagione 1946 il bilancio di Tazio registra 18 partecipazioni. Tre le vittorie assolute, fra cui una internazionale, che sarà l’ultima, nel G.P. di Albi. Tre le vetture che conduce in gara: Maserati 4CL, Fiat 1100 S, Cisitalia D46.
La Mille Miglia. Soltanto sei le corse del 1947, anno che vede la sua ultima vittoria assoluta, nel Circuito di Parma. Ma l'impresa che riaccende attorno al nome di Nuvolari la passione di milioni di italiani è la Mille Miglia. Tazio, che ha ormai 55 anni, guida la piccola Cisitalia 202 e va irresistibilmente in testa alla corsa, che quell’anno aveva un tracciato di 1800 km anziché di 1600. Resiste alla fatica, agli accessi di vomito, alla pioggia. Rimedia anche a un guasto all'accensione ma nel finale, un'ennesimo nubifragio riempie letteralmente di acqua l’abitacolo della minuscola spider. Si ferma, riparte ma ormai la berlinetta Alfa Romeo 2900 di Biondetti lo ha superato e lo precede sul traguardo di Brescia.
A 56 anni, l’ultima impresa. Attività ancora più ridotta nel 1948, soltanto cinque gare (con cinque vetture diverse) e nessuna vittoria, ma ancora un'impresa stupefacente, un altro dei pilastri della leggenda Nuvolari. Si tratta, ancora una volta, della Mille Miglia. Tazio va a Brescia per assistere alla partenza e salutare i colleghi, non è iscritto. Ma si vede offrire una macchina - una Ferrari - e non riesce a dire di no. Ha 56 anni e nessun allenamento: è il 2 maggio e lui non corre dal 14 settembre dell’anno precedente. Ma si scatena come un’iradiddio e nessuno gli resiste. A Pescara è primo assoluto. A Roma ha dodici minuti di vantaggio sul secondo, a Livorno venti, a Firenze trenta. Ma la macchina purtroppo sta cedendo: ha perduto prima un parafango, poi il cofano, gli attacchi dei sedili sono compromessi. A Villa Ospizio, a tre chilometri da Reggio Emilia, la rottura del perno di una balestra nega il lieto fine a una fiaba che ha fatto sognare come poche altre nella storia delle corse. Una fugacissima apparizione in tutto il 1949: compie un solo giro in batteria al G.P. di Marsiglia, dopodiché cede il volante della Maserati A6GCS a Piero Carini.
L’epilogo La prodigiosa carriera di Nuvolari si chiude nel 1950 con le ultime due gare, il Giro di Sicilia/Targa Florio (percorso 1.080 km!), in cui abbandona poco dopo il via per la rottura del cambio, e la corsa in salita Palermo-Monte Pellegrino, che lo vede primo di classe e quinto assoluto. È il 10 aprile. La vettura è una Cisitalia 204 Spyder Sport elaborata da Abarth. Tazio ha chiuso ma non annuncerà mai il proprio ritiro. Passano poco più di tre anni e quello che Ferdinand Porsche aveva definito “il più grande pilota del passato, del presente e dell'avvenire”, se ne va, in silenzio, alle sei del mattino dell’11 agosto 1953, un martedì.
( http://www.tazionuvolari.it/biografia.html )