Il circuito del Montenero

XI° CIRCUITO DEL MONTENERO
COPPA CIANO

   
Istituto luce

(2 Agosto 1931)

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Coppa del mare Montenero
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Giornata coperta e forte vento dal mare nel 1931 per il “XI Circuito del Montenero-Coppa Ciano” ed ancora una volta l’Alfa Romeo schierava i due grandi rivali Varzi e Nuvolari, entrambi fermamente intenzionati a sconfiggere il rivale, anche se non mancavano tanti altri campioni in grado di fare lo sgambetto ai due favoriti, proprio come era accaduto l’anno precedente. Al primo giro al comando ex-aequo transitavano l’Alfa Romeo di Varzi e la Maserati di Luigi Fagioli, poi il monegasco Louis Chiron, altro brutto cliente con la Bugatti, quindi le Alfa di Nuvolari, Borzacchini e Campari. Al termine del secondo giro era ancora Varzi al comando, ma Nuvolari si era avvicinato notevolmente al rivale ed occupava la seconda posizione davanti a Chiron, a Fagioli che era retrocesso al quarto posto ed a Campari, mentre era già fermo per un guasto Borzacchini. Al terzo passaggio Varzi forava ed arrivava al box con la gomma a terra perdendo circa quattro minuti e ripartendo solo in ottava posizione. Nuvolari restava così padrone del campo con la sua guida spettacolare veloce e sicura. Alle sue spalle Chiron girava fortissimo, ma Nuvolari aveva sul monegasco il vantaggio di conoscere a menadito il tracciato. Allo sfortunato Varzi non restava che prodursi in una spettacolare rimonta che lo avrebbe portato al quinto posto finale con il giro record all’ultimo passaggio, ma era ben poca cosa per l’asso galliatese. Al terzo posto Fagioli precedeva campari, mentre proprio all’ultimo giro dovevano alzare bandiera bianca Biondetti e Pietro Ghersi. Nelle piccole Vetturette 1100cc che per la prima volta correvano su una distanza ridotta di solo otto giri, vivacissima lotta a tre fra le Salmson di Pratesi e Premoli e la Talbot di Girolamo Ferrari. La Talbot si presentava all’ultimo giro con 12” di vantaggio, ma proprio nel giro conclusivo Ferrari rallentava e Premoli poteva fare sua la gara con neppure 2” di vantaggio. Nell’occasione il circuito era stato accuratamente revisionato e rimisurato, accorgendosi con un certo imbarazzo che la lunghezza del tracciato non era di 22,5 chilometri come dichiarato fino all’anno precedente, ma di “soli” 20 chilometri, il che non consentiva fra l’altro di abbassare i precedenti record calcolati su distanze erroneamente più lunghe.
(Da: Maurizio Mazzoni: “Lampi sul Tirreno”, Firenze 2006)