Il circuito del Montenero

XVI° CIRCUITO DEL MONTENERO
COPPA CIANO

   
Istituto luce

(2 Agosto 1936)

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Il 1936 portava due grandi novità nelle gare livornesi. Intanto veniva abbandonato il classico tracciato del Montenero per un nuovo percorso tutto nella parte pianeggiante della zona, che veniva battezzato Circuito del Miramare per cui la gara assumeva solo la titolazione di “XVI Coppa Ciano”; il nuovo tracciato era assai più veloce del vecchio circuito di montagna e misurava soli sette chilometri per cui il pubblico poteva godersi numerosi passaggi dei piloti in gara rispetto a prima, ma soprattutto le auto potevano partire in gruppo e non scaglionate, con una più immediata comprensione della situazione della gara da parte del pubblico che non doveva tener d’occhio il cronometro per sapere chi era al comando. Un’altra novità era l’arrivo a Livorno delle macchine tedesche Mercedes ed Auto Union: la Mercedes iscriveva von Brauchitsch e Fagioli, già due volte vittorioso a Livorno, ma le vetture di Stoccarda non si presentavano in Toscana, mentre sulle rivoluzionarie Auto Union a motore posteriore erano Varzi, Rosemayer e Stuck. Ad arginare l’offensiva tedesca la Maserati di Ghersi ed una serie di Alfa Romeo iscritte dalla Scuderia Ferrari fra le quali spiccavano le 12 cilindri di Nuvolari e Brivio. Duecento metri dopo il via Nuvolari costretto all’abbandono per la rottura dell’albero di trasmissione della sua 12 cilindri, rientrava di corsa ai box dove, dopo un rapido consiglio di guerra fra l’ing. Gobbato, Vittorio Jano ed Enzo Ferrari, veniva deciso di fermare Carletto Pintacuda che guidava un’Alfa 8 cilindri. Nuvolari saltava sulla vettura del pilota fiorentino e ripartiva con circa 40” di ritardo dal leader Varzi, iniziando un inseguimento spettacoloso. Intanto al comando si erano piazzate le tre Auto Union di Varzi, Rosemeyer e Stuck, inseguiti da Brivio che era intenzionato a non mollare. Al terzo giro spariva Stuck con il motore fuso, che arrivava ai box a piedi dove saliva sulla macchiona di Rosemeyer che era in giornata no. Al comando resisteva indisturbato Achille Varzi, insidiato da lontano da Brivio, ma verso metà gara all’Auto Union di Varzi iniziavano problemi ai freni e la ruota posteriore sinistra restava bloccata. Alla fine del ventesimo giro fra il tripudio del pubblico, Brivio e Nuvolari affiancati superavano Varzi che si fermava ai box per riparare i freni, ripartiva, ma si fermava definitivamente due giri più tardi. Davanti rimanevano così Nuvolari e Brivio, che non era affatto intenzionato a lasciar via libera al mantovano e lo impegnava in una lotta senza quartiere per qualche giro finché dal box non veniva esposto l’ordine di lasciar via libera a Nuvolari che, pur non avendo così rivali, continuava a girare fortissimo. Successo clamoroso della scuderia Ferrari che dietro al vincitore Nuvolari piazzava anche Brivio e Dreyfus davanti alla prima delle argentee rivali germaniche, quella di Stuck. Nella categoria inferiore riservata stavolta alle macchine da 1500 la musica non cambiava con il successo della Maserati di Trossi dopo una breve schermaglia con l’inglese Seaman con la Delage che ben presto però cominciava ad accusare problemi ed a perdere posizioni su posizioni.
(Da: Maurizio Mazzoni: “Lampi sul Tirreno”, Firenze 2006)