Torna alla Home Page Circuito del Montenero
Coppa Ciano  (1921 - 1939)

a cura di Luigi Ciompi

“LIVORNO - Venerdì, 31 Luglio 1931. C’è un gran via vai al Bar Torricelli di Livorno. Sono le cinque di un pomeriggio torrido e afoso. I meccanici stanno perfezionando le ultime modifiche ai motori e discutono dei tempi in prova mentre si concedono un attimo di relax davanti a una birra e gazzosa. Le grosse pale dei ventilatori a soffitto non riescono a dare refrigerio e smuovono soltanto la fitta cortina di fumo mentre da una radio imperversano le note di un frenetico boogie-woogie. Attaccato al bancone del bar in un manifestino a firma Piero Sandonnini si legge che per domani, primo agosto, sono convocati a Villa Chayes tutti gli appassionati del gioco della palla ovale per costituire una squadra in previsione del torneo universitario 1931/1932. I piloti vanno e vengono nervosamente. Il più elegante è Achille Varzi: l’hanno visto qualche sera fa a cena con una bella signora alla Pensione Barontini di Quercianella. Alloggia all’Hotel Palazzo, davanti ai mitici Bagni Pancaldi; corre su Bugatti insieme ad una rivelazione per il Montenero: il francese Louis Chiron. Il Torricelli si è trasformato quasi in una sala stampa e i giornalisti alla ricerca di notizie dell’ultima ora aspettano il loro turno per fonografare alla propria redazione il pezzo con le ultime indiscrezioni. C’è anche “motorino”, al secolo Mario Magnozzi, che racconta agli amici i momenti salienti della cerimonia di inaugurazione della Stazione di Milano avvenuta il primo luglio alla presenza di Costanzo Ciano. L’attaccante che ha lasciato il Livorno lo scorso anno e ora gioca nel Milan, è rientrato nella sua città per godersi lo spettacolo sportivo più atteso dai livornesi. Mancano infatti poche ore al via della manifestazione, l’XI° Circuito del Montenero-Coppa Ciano che si disputerà domenica 2 Agosto e già si respira aria di grande competizione. I più giovani aspettano con trepidazione l’arrivo dei piloti per strappare un autografo e per vedere di persona questi assi del volante di cui si sente continuamente parlare alla radio. Ma anche Livorno ha il suo pilota, il suo beniamino, lo sfortunato Franco Cortese che corre su Alfa e che anche quest’anno è alla ricerca di un suo riscatto. La città è invasa da bolidi. Sono arrivati gli ultimi modelli di Alfa, Bugatti, Maserati e sulle curve del Castellaccio già da alcune notti si sente il fragore delle auto in prova che con i loro fari fendono il tetro Romito dove giace in un anfratto sotto il Castello il feretro del grande statista Sidney Sonnino morto nel ‘22. Ma anche di giorno capita di incontrare auto da corsa che in barba ai regolamenti sfrecciano sul lungomare. Ai Cantieri si lavora senza sosta in vista del varo dell’incrociatore Pola in occasione del cinquantenario dell’Accademia Navale di Livorno, il prossimo dicembre. Corre voce in città che forse domani farà una sosta in porto il veliero Amerigo Vespucci partito da Castellammare di Stabia il 2 luglio con destinazione Genova dove riceverà la Bandiera di combattimento. Costanzo Ciano, il “Ganascia”, è a Roma per un impegno ma non mancherà di presenziare al via di questa manifestazione che è una sua creatura. Proprio un anno fa suo figlio Galeazzo ha sposato Edda Mussolini e Costanzo, l’Eroe di Buccari è diventato l’erede naturale del Duce. Alla Rotonda d’Ardenza i lavori per la costruzione degli stalli e delle tribune per il pubblico sono pressoché ultimati e si è fatto di tutto per evitare che potessero entrare i soliti “portoghesi”che anche a Livorno non mancano. L’E.I.A.R. ha già montato i suoi altoparlanti che permetteranno di trasmettere in diretta lo svolgimento della gara. Giuseppe Campari, “el negher”, con una tuta bianca di bucato entra come suo solito gorgheggiando e chiede un Martini con ghiaccio sedendosi al tavolo con alcuni giornalisti: è tutto sudato e si asciuga la fronte con la manica della tuta. La maggior parte dei livornesi è al mare alla ricerca di un po’ di refrigerio e si aspetta la sera per consumare la cena portata da casa.
Improvvisamente delle urla interrompono il chiacchiericcio nel bar e si sente gridare: “E’ arrivato, è arrivato! E’ lui! E’ lui! E’arrivato Tazio Nuvolari!! Il mantovano volante, il figlio del vento, il cavaliere dai nervi d’acciaio, “Nivola”, l’idolo delle folle , accigliato come sempre e con la sua immancabile Turmak rossa in bocca entra nel bar seguito dal suo fido meccanico Decimo Compagnoni e dai suoi giovani sostenitori salutando con un cenno i giornalisti che oramai da anni seguono le sue imprese raccontandole sui giornali. Indossa una maglietta giallo canarino e pantaloni bianchi e i capelli pieni di brillantina profumatissima sembrano scolpiti dal vento. Alloggia con tutta la sua Scuderia nella vicina Quercianella e la sua Alfa si è comportata bene in prova. Questa mattina, nella sosta per fare rifornimento alla pensione “La Quercianella” di Pilade Turini non ha nascosto a chi gli chiedeva un pronostico di avere delle possibilità di aggiudicarsi questa undicesima edizione. Ha 39 anni e lo scorso anno ha abbandonato definitivamente le gare motociclistiche: non ha mai vinto a Livorno e anzi nel 1927 proprio a Livorno, è caduto in moto, provocandosi una forte contusione alla spalla, ma la settimana successiva ha corso di nuovo. Ma l’incognita è sempre lui, Achille Varzi, anche se non bisogna sottovalutare la presenza di Luigi Fagioli, vincitore su Maserati della scorsa edizione. La barista della Pensione, una prosperosa giovane del Gabbro, senza esitazione si lascia andare ad un commento:“Di automobilismo non me ne intendo, ma Varzi è proprio un bell’uomo!!” Tazio rimane indifferente ma sembra non gradire questo commento che riguarda il suo rivale di sempre. E’ rimasto quasi un’ora seduto nel bar-giardino di fronte alla Pensione Turini a guardare l’andirivieni della folta schiera di villeggianti sul marciapiede della Stazione. Domani è il primo di Agosto, è il momento del cambio e i villeggianti abbronzati, sono per la maggior parte fiorentini, rientrano a malincuore con il Diretto di mezzogiorno mentre i nuovi arrivati corrono a lasciare i propri bagagli nelle Pensioni e nei Villini per andare poi a fare finalmente un tuffo sui Bagni Paolieri che anche quest’anno registrano il tutto esaurito.”

Fin qui una cronaca di fantasia che vuole rendere in parte l’atmosfera che si viveva a Livorno in occasione di questo importante avvenimento sportivo: “Il Circuito del Montenero-Coppa Ciano”.
La manifestazione nata quasi per gioco nel 1921 nella redazione del giornale “Il Corriere di Livorno” e potenziata successivamente dall’A.C.I. di Livorno costituitasi nel 1924 e soprattutto dal Ministro Costanzo Ciano animò la Costa Labronica fino addirittura ad essere nel 1937 “Gran Premio d’Italia”. Piloti e Scuderie di fama internazionale presero parte alle varie edizioni. Con la caduta del Fascismo, la sede dell’A.C.I. venne data alle fiamme, tutto il materiale fotografico e i documenti delle varie edizioni vennero distrutti e questa manifestazione cadde nell’oblio. Nel 2001 il ritrovamento di foto che ritraevano Tazio Nuvolari a Quercianella fu l’occasione per la Pro Loco di dare il via ad una serie di ricerche in tutta Italia che consentirono la realizzazione della mostra “Tazio a Quercianella, Nuvolari a Livorno” e la messa in opera di un monumento progettato dall’Architetto Marco Giraldi contenente una terracotta con il ritratto di Nuvolari realizzata dal Prof. Maurizio Pergolini in ricordo della prima vittoria del pilota mantovano conseguita sul Montenero il 2 agosto del 1931. Le varie edizioni della gara automobilistica vennero poi immortalate in un gioco, il “Montenero Circuit”, una sorta di Gioco dell’Oca dove alla casella 63 Achille Varzi e Tazio Nuvolari considerati acerrimi rivali si stringono la mano davanti all’Hotel Palazzo.
Questo materiale viene ora riproposto online consentendo un aggiornamento continuo in maniera che anche i più giovani possano rivivere questa grande manifestazione sportiva che dette tanto lustro alla città di Livorno per quasi 20 anni. Un’introduzione fatta da un cronista dell’epoca, Enrico Bensi, ci fa rivivere in sintesi i momenti salienti delle varie edizioni. Sono state prese in considerazione le 19 edizioni e per ognuna è possibile visualizzare gli articoli, le foto, la stampa dell’epoca e le pubblicità. Un capitolo a parte sarà dedicato a Tazio Nuvolari. Gli uomini fanno la storia, gli uomini muoiono ma la storia rimane: la si può ignorare o nascondere, ma non cancellare.

Luigi Ciompi

Quercianella, Novembre 2011